Chi è l’orientatore


Linee guida per l’orientamento

Anche le Linee guida per l’orientamento adottate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (D.M. 22 dicembre 2022, n. 328) definiscono l’orientamento come: “un processo volto a facilitare la conoscenza di sé, del contesto formativo, occupazionale, sociale culturale ed economico di riferimento, delle strategie messe in atto per relazionarsi ed interagire in tali realtà, al fine di favorire la maturazione e lo sviluppo delle competenze necessarie per poter definire o ridefinire autonomamente obiettivi personali e professionali aderenti al contesto, elaborare o rielaborare un progetto di vita e sostenere le scelte relative.”

È una prospettiva che A.C.A.D.E.M.O. condivide e a cui si ispira, immaginando il processo di orientamento come accompagnamento della persona lungo l’intero percorso di vita, in interazione con una realtà complessa e in continua trasformazione.

Una professione non organizzata, non un albo

In Italia l’orientatore è una professione non organizzata in ordini o collegi, disciplinata dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 4.

Significa che si esercita liberamente, sulla base delle competenze e sotto la responsabilità personale di chi la pratica, senza albo, senza esame di Stato e senza un titolo abilitante imposto dalla legge.

La stessa legge promuove però l’autoregolamentazione volontaria: le associazioni professionali che rispettano determinati requisiti possono rilasciare ai propri associati un attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati.
È lo strumento su cui si fonda anche l’attività di A.C.A.D.E.M.O.

I tre ambiti dell’orientamento

Orientamento Scolastico ed Educativo – accompagnare studentesse, studenti e le loro famiglie nelle scelte lungo il percorso di studi, valorizzando attitudini, motivazioni e contesto di vita.

Orientamento Universitario e Formativo – sostenere le scelte relative agli studi dopo il secondo ciclo, l’accesso all’università e ai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore.

Orientamento Professionale e al Lavoro – accompagnare l’ingresso, il reinserimento e le transizioni nel mercato del lavoro, anche nelle situazioni di maggiore fragilità occupazionale.

Questi tre ambiti non sono fasi separate della vita di una persona, ma momenti che spesso si intrecciano.

Cosa non fa un orientatore

L’orientatore non effettua diagnosi né valutazioni psicodiagnostiche e non svolge attività clinico-sanitarie o di sostegno psicologico.

Quando, nel corso del lavoro con la persona, emergono un disagio significativo o una richiesta che sconfina dall’ambito informativo-educativo, l’orientatore la indirizza verso i professionisti sanitari competenti, senza sostituirsi a loro.

È un confine che l’associazione considera parte integrante della propria deontologia: non un limite subito, ma una garanzia di correttezza verso le persone che si rivolgono ai propri iscritti.

Come lavora un orientatore

L’orientatore lavora con metodo, gli strumenti principali del suo lavoro sono:

Il colloquio orientativo, condotto con tecniche di ascolto attivo per aiutare la persona a mettere a fuoco risorse, vincoli e obiettivi;

Il bilancio delle competenze, che ricostruisce in modo sistematico le competenze acquisite dalla persona in ambito scolastico, lavorativo e informale, per renderle spendibili e trasferibili;

L’analisi del contesto – formativo, occupazionale, territoriale – necessaria per confrontare le aspirazioni della persona con le opportunità realmente disponibili.
L’esito di questo lavoro non è mai una risposta preconfezionata, ma un percorso costruito insieme alla persona, che resta protagonista e responsabile delle proprie decisioni.

Gli Ambiti di Attività di A.C.A.D.E.M.O.

L’esperto in metodologie dell’orientamento di cui si occupa A.C.A.D.E.M.O. opera su tutti e tre gli ambiti descritti sopra:

  • Scolastico ed Educativo
  • Universitario e Formativo
  • Professionale e al Lavoro

Con studentesse e studenti, persone in formazione, adulti in transizione lavorativa o già usciti dal circuito scolastico.

Lo fa nell’ambito di servizi al territorio, progetti finanziati ed enti del terzo settore, oltre che nella libera professione.